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Video intervista a Paolo Polizzi, ingegnere, ricercatore e massimo esperto di campi elettromagnetici, in occasione dell’evento del 26 Gennaio 2024 a Brescia presso l’Hotel Ambasciatori.

Grande affluenza di pubblico in occasione dell’evento sull’inquinamento elettromagnetico a Brescia. Oltre ottanta persone hanno assistito alla conferenza sull’inquinamento elettromagnetico. Tre le persone salite sul palco:

Guido Porcellini, medico, oncologo, esperto di alte prestazioni sportive
Simona Mitelli, architetto ed esperta di Feng Shui.
Paolo Polizzi, ingegnere, ricercatore e massimo esperto di campi elettromagnetici

A seguire riportiamo la breve intervista dedicata all’ingegner Paolo Polizzi.
Tre le domande fatte.
1) Il conflitto di punti di vista sullo scenario attuale dell’inquinamento elettromagnetico.
2) La possibile coesistenza tra domotica e salute.
3) L’importanza dell’informazione.

Chi è Paolo Polizzi

Dopo aver conseguito la Laurea, Paolo Polizzi si è impegnato in un dottorato di ricerca focalizzato sugli effetti delle onde elettromagnetiche sulle cellule degli esseri viventi.

Ha collaborato con un team di esperti provenienti da rinomate università italiane ed estere, godendo di finanziamenti forniti anche da importanti aziende nel settore delle telecomunicazioni. Tuttavia, la ricerca è stata interrotta dopo la pubblicazione dei primi risultati, e per alcuni anni ha concentrato le sue energie nello sviluppo di altre attività.

In seguito a tragici eventi che hanno colpito persone a lui molto care, il desiderio di contribuire a migliorare la vita di chi soffre è cresciuto in modo significativo.

Grazie alla sua solida formazione accademica e all’esperienza consolidata, ha potuto investire nella ricerca e ha sviluppato un filato dalle caratteristiche uniche ed eccezionali, ottenendo anche il relativo brevetto. Questo passo rappresenta il suo impegno nel cercare soluzioni innovative per aiutare le persone a vivere una vita migliore.

Oltre 80 le persone registratesi per partecipare all’evento su Inquinamento elettromagnetico, a dimostrazione della crescente consapevolezza che il fenomeno frutto anche dello sviluppo tecnologico, richiede iniziative atte a contenere l’esposizione a questo nemico invisibile, insapore e inodore.

Gli argomenti della serata

La serata è servita a portare maggiore consapevolezza sui rischi di un uso non consapevole delle moderne tecnologie.

L’esempio classico è quello del telefono cellulare. In condizioin di stand by il telefono emette 30-40 Hz, ma quando si attiva la comunicazione, la frequenza sale a 217 Hz – 290 Hz. Parliamo ancora di basse frequenze, ma ciò che può far diventare critica la situazione è la prolungata esposizione.

Lo stesso ufficio federale della Sanità Pubblica svizzero, segnala al riguardo:

Nei dispositivi di telefonia mobile, i campi magnetici a bassa frequenza sono generati dalle correnti che scorrono nella batteria e nelle componenti elettroniche. Attualmente, non esistono studi esaustivi sulle possibili conseguenze sulla salute di tali campi magnetici. Nel 2002, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato in generale i campi magnetici statici e a bassa frequenza come possibilmente cancerogeni (gruppo 2B). Questa classificazione si basa su studi epidemiologici che suggeriscono un aumento del rischio di leucemia infantile o Alzheimer in seguito a esposizioni a lungo termine e continue a campi magnetici a bassa frequenza di 1 μT o persino inferiori (<0,4 μT) [6]. Tuttavia, non è ancora chiaro in che misura tale rischio possa essere associato all’uso dei telefoni cellulari.

Per quanto riguarda i campi elettromagnetici ad alta frequenza, nel 2011 l’IARC ha classificato questi campi come possibilmente cancerogeni (gruppo 2B). Questa classificazione è stata basata su studi che indicano un possibile collegamento tra l’uso di telefoni cellulari o senza filo e l’insorgenza di tumori al cervello. La IARC ha comunque giudicato limitati i dati disponibili e la loro evidenza, sottolineando lacune nella strutturazione degli studi e nella stima della durata dell’esposizione.

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