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In Europa l’inquinamento elettromagnetico ambientale, salvo per quanto concerne l’esposizione nei luoghi di lavoro e la compatibilità elettromagnetica di talune apparecchiature, non costituisce oggetto di atti comunitari vincolanti per gli Stati
Membri. 

L’apparato normativo cui si deve far riferimento, a livello europeo, in materia di esposizione della popolazione consta infatti: 

· di una Risoluzione adottata nel 1994 dal Parlamento europeo e di una successiva Raccomandazione che il Consiglio europeo ha emanato nel 1999 relativa alla limitazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz (1999/519/CE);

· delle Linee Guida ICNIRP del 1998 Guidelines for Limiting Exposure to Time-Varying Electric, Magnetic and Electromagnetic Fields (up to 300 GHz), riconfermate dallo stesso ICNIRP nell’agosto del 2009 nell’intervallo di frequenza
100 kHz – 300 GHz;

· delle Linee Guida ICNIRP del 2010 Guidelines for Limiting Exposure to Time- Varying Electric and Magnetic Fields (1 Hz to 100 kHz);

· delle Indicazioni dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) di valutazione della cancerogenicità dei campi elettromagnetici a radio frequenza (RF, da 30kHz a 300 Ghz).

· del Rapporto dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) del giugno 2001 che ha inserito i campi magnetici a frequenze estremamente basse nel gruppo 2 B.

A livello nazionale, la legge 22 febbraio 2001, n. 36 recante “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici” ha lo scopo di assicurare la tutela della salute dei lavoratori, delle lavoratrici e della popolazione, nonché la tutela dell’ambiente e del paesaggio mediante la promozione sia della ricerca scientifica per la valutazione degli effetti dell’esposizione a determinati livelli di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici sia dell’innovazione tecnologica finalizzata a minimizzare l’intensità e gli effetti dell’esposizione.

Con la normativa dettata dalla sopra citata legge il nostro Paese ha fondato la disciplina in essa contenuta sul principio di precauzione, citato nell’articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea il cui scopo è garantire un alto livello di protezione dell’ambiente e della salute degli esseri umani, degli animali e delle piante.

L’oggetto specifico della legge riguarda gli impianti, i sistemi e le apparecchiature per usi civili, militari e delle forze di polizia che possano comportare rischi per la salute dei lavoratori e della popolazione esposti a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici con frequenze tra 0 Hz e 300 GHz.

La legge attribuisce allo Stato (ex articolo 4) le funzioni relative, tra l’altro, alla:

· determinazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità;

· promozione di attività di ricerca e di sperimentazione tecnico-scientifica, nonché alle attività di coordinamento delle attività di raccolta, di elaborazione e di diffusione dei dati, informando annualmente il Parlamento;

· istituzione del catasto nazionale delle sorgenti fisse e mobili dei campi elettrici, magnetici e elettromagnetici e delle zone territoriali interessate;

· determinazione dei criteri di elaborazione dei piani di risanamento degli elettrodotti.

Scarica l’allegato, la ricerca scientifica.

 

allegato
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